Liberamente ispirato a Le due zittelle di Tommaso Landolfi Elaborazione del testo: Elena Stancanelli
Regia: Emma Dante
Assistente alla regia: Claudio Autelli Interpreti: Gaetano Bruno, Sabino Civilleri, Marco Fubini, Manuela Lo Sicco, Valentina Picello Scene: Mela Dell'Erba Luci: Tommaso Rossi Direzione tecnica: Antonio Zappalà Produzione: Crt di Milano, Biennale di Venezia, Teatro Garibaldi di Palermo In collaborazione con: Monty - Anversa del Belgio Fotografia: G.Di Stefano
La "scimia" compie il miracolo. Scende dalla croce e s'incarna. Animale piuttosto vivace, mette in atto una vera rivolta attorno all'altare e ai due giovani preti. Scombina i sacri generi, crea disordine. Disturba la fede delle due donne devote. Lilla e Nena si sono imposte una vita di penitenza e preghiera: mangiano l'ostia ogni giorno, si lavano con l'acqua benedetta e fanno dir messa ogni volta che albeggia. Ma non perdonano il loro animale. Ha peccato e deve morire. Con la stupidità del suo corpo, la bassezza, con tutto il suo essere mosso da impulsi e desideri, la "scimia" fa il verso a Dio, rivestendo di sacralità quel simulacro. Padre Alessio lo riconosce e con un'espressione ebete d'infinita compassione cade ai suoi piedi, genuflesso. Nasce così uno scontro violentissimo tra i due preti, un'appassionante disputa teologica in cui il libero arbitrio impone inesorabile la condanna. La "scimia" è una creatura di Dio, ed è un altro corpo preso in prestito per raccontarci, da secoli, la stessa storia». [EMMA DANTE]